L’eco dell’Espressionismo europeo torna a vibrare in Bulgaria, nella mostra collettiva che la Galleria Nazionale di Sofia ha dedicato ai nuovi linguaggi figurativi del continente. Tra gli artisti invitati a rappresentare la ricerca italiana contemporanea c’è Piergiorgio Corallo, con “Solitudine”, parte del ciclo “Gli uomini”, lavoro che unisce materia, luce e introspezione in una visione severa e umana dell’esistenza.
L’opera, realizzata in tecnica mista su tavola, si colloca al confine tra pittura e scultura: superfici scabre, volti corrosi dal tempo. Il tema della solitudine, lontano da ogni malinconia estetica, viene trattato come un atto fisico, un residuo di presenza.
L’esposizione di Sofia ha raccolto lavori provenienti da oltre dieci paesi, accomunati dal tentativo di ridefinire la figura umana dopo l’era dell’immagine virtuale. Nel contesto, Solitudine si distingue per la sua forza sintetica: un linguaggio plastico che sembra riemergere da un silenzio antico, come se la materia stessa respirasse.
La curatrice del progetto Milena Sabic, invitando Corallo, ha sottolineato l’importanza di un approccio “autonomo, crudo, capace di evocare l’Europa non come luogo ma come condizione interiore”. Un riconoscimento che conferma la traiettoria internazionale dell’artista, capace di attraversare musica, pittura e scrittura mantenendo una voce coerente, radicale e autentica.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino alla fine del mese, con una sezione dedicata al dialogo tra le avanguardie storiche e le nuove generazioni espressive. Solitudine vi si inserisce come un monologo visivo sul presente, un tentativo di ricomporre la frammentazione contemporanea attraverso la forma e la luce.
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Linea Urbana Press, Arte, Sabilli 2025
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