Erase her name è una bella canzone, lo diciamo subito. Più interessante quando smette di sembrare una canzone su una donna. Cancellare un nome significa di più, significa togliere potere a un richiamo. Significa accorgersi che una relazione finita può continuare a governare i gesti, l’umore, perfino il modo in cui si attraversa di corsa una città.
Il video, girato tra Bari e Tirana, ha il merito di trasformare questa sensazione in movimento corporeo. Bari e Tirana funzionano bene perché portano con loro un’idea di soglia, di confine. Da una parte il mare, dall’altra una città che ha un’energia tagliente e per nulla addomesticata. Nella canzone c’è il bisogno di allontanarsi da qualcosa che ha fatto male; nelle immagini questa fuga prende vita, tra i panni stesi nelle case di Bari Vecchia e qualche signora affacciata che forse non doveva vedersi.
La regia e la fotografia danno al brano una veste cinematica, e questa scelta è coerente con la natura di Corallo. Lui arriva alla musica portandosi dietro arti visive, materia, pittura, fotografia e nella centrifuga della musica questo artista è ancora a disagio forse. Lo si sente nel modo in cui pensa l’album In via di sviluppo: un disco come cantiere, forma aperta, oggetto ancora caldo, strati di sentimenti. Erase her name è uno dei brani più riconoscibili, più vicini a un immaginario rock anglofono cui l’autore strizza spesso l’occhio nell’album In via di sviluppo.
Qui il riferimento ai Verve può avere senso. Non per somiglianza diretta, ma per quel sentimento di deriva emotiva, di nostalgia che nella musica britannica degli anni Novanta aveva spesso a che fare con il camminare senza meta della generazione proprio di Corallo. Aggiungerei, con prudenza, una scheggia di Placebo nella parte più amara del racconto e una memoria da videoclip dei primi Duemila, quando il dolore sentimentale aveva ancora bisogno di realtà, di stanze, strade, primi piani, anfibi, piccoli film invece di cartoon e robot.
Il testo, rispetto a Non si vede, è più esplicito e più narrativo, ma anche più debole a nostro parere. Questo lo rende immediato, ma alcune immagini appartengono a un vocabolario sentimentale già sentito: bugie, giochi, dolore, lezione. Quando Corallo lascia emergere il danno attraverso la voce e il ritmo elettronico invece, il pezzo cresce, ma il testo non ci ha convinto, vuole spiegare troppo, vuole sfogarsi troppo e perde appeal.
Eppure sarebbe ingiusto fermarsi a questa riserva. La canzone ha un nucleo vero: l’idea che il nome da cancellare sia anche una dipendenza, una parte di sé rimasta agganciata. Rockit legge la figura femminile come simbolo di un attaccamento tossico o di un’ombra che influenza il presente e questa chiave regge. Il titolo, allora, cambia colore. Erase her name diventa quasi una pratica quotidiana. Ogni giorno, cancelli un pezzo di male e forse torni padrone di te stesso. Forse.
Il pregio più netto del lavoro è la lucida follia nel proporre nel 2026 un originale e rischioso electro britpop. Corallo prende sul serio tutto, dalle chitarre secondarie all’elettronica; il videoclip è una estensione del brano, scelta ormai meno scontata di quanto sembri. Nell’epoca in cui la musica viene spesso ridotta a clip, anteprima, scroll, qui c’è ancora il desiderio di costruire un piccolo racconto visivo. Qualche passaggio a vuoto c’è, soprattutto nel girato della protagonista, ma il video è oggettivamente un oggetto molto bello.
Alla fine Erase her name parla di una cosa molto concreta: il momento in cui si smette di collaborare con ciò che ci ha rovinato. Il nome resta nella memoria, certo. Sarebbe infantile pensare il contrario. Però perde autorità. Ed è già moltissimo. A volte guarire significa proprio questo; una parola che prima comandava, a un certo punto, diventa soltanto una parola.
Erase her name, Piergiorgio Corallo, Album In via di sviluppo
Corallo, qui re dei nostalgici anni ‘90, confeziona una perla musicale indipendente da non perdere, riuscita e orecchiabilissima. Video patinato, a tratti troppo, il testo in alcuni punti non scalda. Le chitarre invece e la batteria sono da pro e i tratti elettronici sono internazionali dal primo ascolto. Le ragazze apprezzano e cantano già in macchina tra amiche. Pugliese atipico e schivo, Corallo accende aspettative.
Voto: 8+

